Oltre lo Scatto: il valore della Certificazione Capture One Professional al servizio dell'arte
Oltre lo Scatto: il valore della Certificazione Capture One Professional al Servizio dell'Arte
Nel mondo della fotografia dei beni culturali, lo scatto è solo la prima metà dell'opera. La vera magia – e la responsabilità più grande – risiede nella post-produzione. Oggi sono felice e orgoglioso di condividere con tutti voi un traguardo fondamentale per il mio percorso e per la qualità che offro ogni giorno a musei, gallerie e collezionisti: ho ottenuto la Certificazione Ufficiale come Capture One Professional Specialist.
Questo riconoscimento non è un punto di arrivo, ma la formalizzazione di una passione e di un metodo di lavoro che porto avanti da anni. Sono stato, infatti, uno dei primi utilizzatori di questo straordinario software, avendone intuito le potenzialità fin dagli albori dell'era digitale.
Ma cosa significa, concretamente, utilizzare Capture One per la digitalizzazione e la riproduzione delle opere d'arte? E perché questa certificazione rappresenta una garanzia per chi si affida a Foto d'Arte Firenze?
La fedeltà cromatica: dove il colore diventa rigore scientifico
Quando si fotografa un dipinto, un quadro o un disegno antico, la creatività deve fare un passo indietro per lasciare spazio alla fedeltà assoluta. Un rosso Tiziano, un blu lapislazzulo o la delicata sfumatura di una carta ingiallita dal tempo non ammettono interpretazioni: devono essere riprodotti esattamente come sono.
Capture One è lo standard industriale indiscusso per la gestione del colore. Grazie a profili ICC avanzati e a un motore di sviluppo RAW senza rivali, il software mi permette di ottenere una precisione cromatica millimetrica. Ogni sfumatura viene calibrata per garantire che la transizione dal pigmento reale al pixel digitale sia impercettibile, rispettando rigorosamente l'intenzione originale dell'artista.
Potenza di calcolo, nitidezza e micro-contrasto: far vivere il dettaglio
Un'opera d'arte è fatta di materia: la trama della tela, la corposità della pennellata a olio, il segno inciso della grafite sul foglio. Perdere questi elementi significa perdere l'anima dell'opera.
L'architettura di Capture One offre una potenza straordinaria nel tirare fuori ogni minimo dettaglio. Attraverso strumenti avanzati di gestione della nitidezza e del contrasto della struttura (micro-contrasto), riesco a valorizzare la tridimensionalità della materia pittorica e grafica, senza mai introdurre artefatti digitali o rumore artificiale. Il risultato è un'immagine pulita, nitida e vivida, ideale sia per la stampa d'arte ad altissima risoluzione sia per lo studio scientifico.
Un flusso di lavoro certificato per le campagne fotografiche
Lavorare sul campo durante le campagne fotografiche all'interno di musei o archivi storici richiede velocità, affidabilità e precisione. Capture One è celebre per il suo sistema di tethered shooting (lo scatto connesso direttamente al computer), il più stabile e veloce sul mercato.
https://www.fotodartefirenze.it/cc/index.php/articoli-piu-letti/itemlist/tag/postproduzione#sigProGalleriab05965212f
Questo mi consente di verificare ogni singolo scatto in tempo reale su monitor calibrati, analizzando l'istogramma, la messa a fuoco e la corrispondenza cromatica direttamente davanti all'opera. La certificazione professionale attesta la mia capacità di ottimizzare al massimo questo flusso di lavoro, riducendo i tempi di esecuzione e azzerando i margini di errore, a totale beneficio della sicurezza e della valorizzazione delle opere d'arte trattate.
Un impegno continuo verso l'eccellenza
Essere tra i pionieri di questo software e oggi un professionista certificato significa offrire ai miei clienti non solo uno scatto tecnico, ma una vera e propria consulenza digitale d'eccellenza. La tecnologia evolve, ma l'obiettivo di Foto d'Arte Firenze rimane lo stesso: proteggere e tramandare la bellezza dell'arte attraverso la perfezione dell'immagine digitale.
Gli avori di Salerno. La mostra online del KHI
Una mostra online della Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz a partire dal 13 giugno 2016.

Le mostre online della Fototeca del Kunsthistorisches Instituts in Florenz si rivolgono tanto agli studiosi quanto ad un pubblico più ampio. Esse sono concepite specificamente per Internet e sfruttano quindi al meglio le possibilità di una presentazione virtuale.

Le mostre offrono una panoramica sui campi d'attività della Fototeca così come sulla loro preziosa collezione, assai rilevante dal punto di vista storico-scientifico: materiale storico su Firenze, come ad esempio le fotografie di Hilde Lotz-Bauer precedenti le distruzioni prodotte dalla Seconda Guerra Mondiale; documentazione fotografica durante e dopo l'alluvione di Firenze del 1966; campagne fotografiche come la grande documentazione del 2006 sull'arte medievale in Georgia; presentazione di fondi speciali della Fototeca come ad esempio la collezione di stampe.
GLI AVORI DI SALERNO RIFOTOGRAFATI (la mostra online a cura di Ute Dercks e Gerhard Wolf)
I rilievi in avorio della cattedrale di Salerno nell'Italia meridionale, eseguiti nell'XI-XII secolo, senza dubbio rientrano nel novero delle opere più significative dell'arte a intaglio medievale e rappresentano una delle maggiori sfide per la ricerca storico-artistica, dal momento che su luogo e periodo di realizzazione, committenza, provenienza e funzione dei rilievi si sa molto poco.
Nell'anno 2015 la Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz ha contribuito al progetto di ricerca internazionale "mediterranean Cross-Currents: The So-Called Salerno Ivories" con una campagna durante la quale il fotografo romano Roberto Sigismondi ha ripreso le tavolette e i frammenti delle cornici, in totale 62 pezzi, custoditi presso il Museo diocesano di Salerno.
Ciascun elemento è stato illuminato singolarmente e inquadrato in modo sistematico da diverse angolazioni oltre che sul retro e, infine, a distanza ravvicinata, al fine di veicolare un'impressione della materialità e della plasticità di questi capolavori ricchi di dettagli e variazioni.

© dal sito www.khi.fi.it
Ne sono risultate oltre 250 riprese digitali ad alta risoluzione, ora consultabili nella Fototeca digitale e a disposizione della ricerca a livello mondiale.
IL DETTAGLIO MESSO A FUOCO
La fotografia consente, per mezzo degli ingrandimenti, di avere una visione ravvicinata delle opere che in loco, nella situazione museale, sarebbe impensabile. Essa estrapola particolari e mette a fuoco visioni parziali che nella veduta d'insieme dell'oggetto talvolta non risaltano.
Al contempo, l'ingrandimento consente di farsi un'impressione delle caratteristiche materiali dell'oggetto e di osservare inoltre i procedimenti di produzione dall'interno.
Le fotografie illustrano anche la monografia "The Salerno Ivories: Objects, Histories, Contexts", pubblicata nel 2016, a cura di Francesca Dell'Acqua, Anthony Cutler, Herbert L. Kessler, Avinoam Shalem e Gerhard Wolf.
FOTO D'ARTE FIRENZE con Cristian Ceccanti per il progetto degli Avori di Salerno
Nell'ambito di questo complesso ed articolato progetto fotografico ci siamo occupati della postproduzione delle immagini realizzate dal fotografo Roberto Sigismondi, seguendo tutti i passaggi necessari ed indispensabili per l'elaborazione dei file ad altissima risoluzione ottenuti dal dorso digitale medio formato Hasselblad equipaggiato con obiettivo macro Zeiss.
Partendo da un considerevole numero di scatti, il nostro lavoro è iniziato con la fase di selezione delle immagini prodotte, continuando con il naming delle stesse fino ad arrivare all'inserimento dei metadati per la corretta gestione del database e ricerca nell'archivio.

Dopo aver effettuato il crop (ritaglio con ridimensionamento) delle immagini digitali alle misure precedentemente concordate, siamo passati alla gestione del color management, un aspetto fondamentale ed imprescindibile quando si tratta di immagini di opere d'arte.
Un incarico portato avanti in sinergia con il collega Stefano Fancelli sotto l'attenta e scrupolosa supervisione della Dott.ssa Ute Dercks ai quali vanno tutti in nostri più sinceri ringraziamenti.
COLOPHON
Progetto e testi: Ute Dercks
Coordinamento: Almut Goldhahn
Traduzioni: Mamuela Bonura, Corinna Gannon
Campagna fotografica a Salerno: Roberto Sigismondi
Elaborazione immagini: Cristian Ceccanti, Stefano Fancelli
Digitalizzazione delle fotografie Moscioni: Stefano Fancelli
Redazione: Ute Dercks, Almut Goldhahn
Manifesto: Rebecca Milner
Un ringraziamento particolare va a Don Luigi Aversa, Francesca dell'Acqua, Mareike Boβelmann, Piergianni Pirredda, Annemarie Hühne e Vera Luongo.