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Cristian

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Owner @ Foto D'Arte Firenze

cristian.ceccanti@fotodartefirenze.it

La Casa Farmaceutica fiorentina MENARINI presenta nella Chiesa di San Domenico ad Arezzo il suo prezioso nuovo volume d'arte dedicato a Cimabue, monografia che arricchisce la raccolta delle sue raffinate pubblicazioni.

volume Cimabue Pacini Editore per Menarini

Alberto Giovanni Aleotti (azionista e membro del Board di Menarini), Miriam Fileti Mazza (autrice del Volume d'Arte Menarini su Cimabue), Liletta Fornasari (storica dell'arte) e Lucia Aleotti (azionista e membro del Board di Menarini) durante la presentazione del Volume d'Arte Menarini su Cimabue alla Chiesa di San Domenico, Arezzo

Nella seconda metà del Duecento il talento di questo sommo interprete della pittura ha segnato il suo tempo e i secoli a venire, portando innovazioni che spiccano anche nel celebre Crocifisso della Chiesa di San Domenico di Arezzo.

E proprio al cospetto di questo capolavoro l’autrice Miriam Fileti Mazza, storica dell’arte e per quarant’anni docente alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha presentato al pubblico l’ultima monografia della collana d’arte del Gruppo Menarini.

La presentazione del Volume, edito da Pacini Editore, ha visto anche la partecipazione della storica dell’arte Liletta Fornasari, che ha fatto riscoprire ai presenti la storia e le bellezze della maestosa basilica gotica.

cimabue volume arte menarini fotografo Cristian Ceccanti

Il Volume d'Arte Menarini su questo grande maestro ripercorre il racconto visivo di colui il quale, uscendo dalla primitiva pittura bizantina, aprì la strada alla nuova arte che avrebbe condotto poi al Rinascimento. La sua pittura lontana nel tempo si riappropria della percezione, donando ancora mistero, naturalezza e il fascino antico delle origini.

Ecco alcuni link che parlano di questo evento:

- Il Sacro oltre la Fede: svelati i segreti del Volume d'Arte Menarini su Cimabue

- Quando la Farmaceutica sposa l'arte. Menarini dedica a Cimabue la monografia del 2025

- Cimabue, monografia Menarini racconta il grande Maestro

- Svelati i segreti del Volume d'Arte su Cimabue

Da Botticelli a Caravaggio, da Leonardo da Vinci a Raffaello: come ogni anno, dal 1956, Menarini rinnova così l’appuntamento con la cultura per far conoscere, attraverso i suoi Volumi d’Arte, gli straordinari capolavori italiani.

Anche noi di FOTO D'ARTE Firenze siamo orgogliosi di aver contribuito attraverso la nostra campagna fotografica presso le Gallerie degli Uffizi alla realizzazione dell'apparato iconografico di questo volume.

Si è trattato di fotografare i meravigliosi dipinti su tavola esposti nella sala 2 (la sala del Duecento e di Giotto) circondati dai capolavori dei grandi protagonisti della vicenda artistica toscana del Medioevo quali Cimabue, Duccio di Buonisegna e Giotto.

L'occasione ci è gradita per ringraziare tutti coloro che con la loro preziosa collaborazione e disponibiltà hanno reso possibile la realizzazione del nostro incarico per illustrare ed accompagnare gli scritti della curatrice Miriam Fileti Mazza.


 

FOTO D'ARTE FIRENZE | Eredi Nannoni di Cristian Ceccanti fotografo 

fotografia per l'arte, fotografia per i beni culturali

DIVINA SIMULACRA. Capolavori di scultura classica della Galleria degli Uffizi, a cura di Fabrizio Paolucci

Le più belle statue antiche degli Uffizi esposte nelle sale al piano terra del museo vasariano: in questi ampi spazi i visitatori potranno vederle e ammirarle da vicino, in tutta la loro bellezza. È la grande mostra ‘Divina Simulacra. Capolavori di scultura classica della Galleria’, in programma dal 12 dicembre 2023 al 30 settembre 2024.

cristian ceccanti fotografo allestimento mostra uffizi divina simulacra

È noto che le prime opere d’arte ad entrare nel complesso vasariano appena ultimato, già negli anni Ottanta del XVI secolo, furono i marmi antichi della collezione di Cosimo I, custoditi fino a quel momento in Palazzo Pitti. Si deve a Ferdinando I l’intuizione di collocare le preziose sculture nel corridoio orientale dell’ultimo piano, dove potevano essere ammirate completamente immerse nella luce naturale. Nel corso del XVII secolo, le statue e i ritratti dilagarono occupando il corridoio meridionale e, con il regno di Cosimo III, anche quello occidentale. A Cosimo III si deve anche l’intuizione di far sistemare nella Tribuna sculture antiche di grandi dimensioni. Fra queste vi era la Venere dei Medici, destinata a diventare, per i due secoli successivi, l’icona e il simbolo del museo fiorentino.

È inoltre restituita all’interesse del pubblico nella sua interezza la splendida serie di dodici erme antiche con ritratti di filosofi, atleti, poeti e statisti greci, destinata originariamente da Ferdinando I a ornare il giardino di Villa Medici sul Pincio.

Cristian Ceccanti di FOTO D'ARTE Firenze per questa iniziativa si è occupato della realizzazione delle immagini alle sculture ed opere d'arte presenti in mostra per la pubblicazione del catalogo edito da Sillabe.

catalogo divina simulacra uffizi cristian ceccanti fotografo firenze

Leggi qui un breve estratto del catalogo.

Inoltre Cristian Ceccanti ha ricevuto l'incarico per la realizzazione delle immagini dell'allestimento della mostra curato dallo Studio d'Architettura di Firenze Deferrari+Modesti.

Un incarico prestigioso che ha consentito la realizzazione delle pubblicazioni scientifiche e divulgative e la documentazione puntuale del percorso creato appositamente per la visita in questo suggestivo ambiente delle Gallerie degli Uffizi.


Come fotografare l’allestimento di una mostra d’arte 

a cura di Cristian Ceccanti fotografo per l'arte a Firenze

Fotografare l'allestimento di una mostra d'arte è un lavoro delicato che richiede equilibrio tra documentazione tecnica e racconto visivo. Non si tratta solo di riprendere le opere, ma di comunicare l’atmosfera, l’architettura dello spazio, le relazioni tra le opere e il dialogo con il pubblico.

Gli obiettivi della fotografia di allestimento sono quelli di documentare la disposizione delle opere nello spazio, raccontare l’atmosfera della mostra, evidenziare le scelte curatoriali (luce, percorsi, testi, dispositivi), fornire materiale per stampa, archivio, portfolio o catalogo.

Relativamente all'illuminazione è consigliato di sfruttare quella esistente: nelle mostre è spesso studiata con cura. Non deve essere alterarla se non richiesto.

Bisogna prestare attenzione alle dominanti di colore: correggere il bilanciamento del bianco in base alla luce ambiente (LED, alogena, naturale), evitare riflessi su vetri o superfici lucide.

Per quanto riguarda la post-produzione delle immagini realizzate un'occhio di riguardo deve essere prestato alla correzione prospettica, le linee architettoniche devono essere dritte (nella fase delle riprese fotografiche infatti si preferisce l'impiego di ottiche decentrabili studiate appositamente per fotografia d'architettura). Devono essere rimossi i disturbi quali cavi, segnali di sicurezza visivamente invasivi, macchie. Il bilanciamento del bianco deve essere accurato per ottenere la fedeltà cromatica delle opere in mostra.

E' buona prassi visitare la mostra in anteprima, studiare la luce e la disposizione, chiedere se ci sono opere da non fotografare e verificare i diritti d'immagine delle opere.

 

L’Opera della Metropolitana di Siena e l’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, sono lieti di restituire al grande pubblico il Fonte battesimale del Duomo di Siena restaurato.

È nuovamente visibile dal 25 giugno – dopo tre anni di interventi conservativi – lo straordinario impianto scultoreo realizzato da Donatello, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Giovanni di Turino.

Il restauro è frutto di una serie di interventi, di altissimo e innovativo livello tecnico, condotti dal personale dell’Opera e da quello, altamente specializzato, dell’Opificio delle Pietre Dure, guidato dapprima dal compianto Marco Ciatti e, successivamente da Emanuela Daffra. Sotto l’alta sorveglianza dei funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, prima diretta da Andrea Muzzi e, attualmente, da Gabriele Nannetti, il personale dell’Opera e dell’Opificio, con la proficua collaborazione di restauratori e docenti universitari, si è avvicendato nel complesso restauro di un’opera frutto della geniale perizia dei massimi artisti della prima metà del Quattrocento: interventi diversi ma collegati che, giunti a compimento, restituiscono alla Chiesa, alla Città e al mondo, un luogo centrale sotto il profilo pastorale e liturgico e, contestualmente, un vero e proprio capolavoro di incommensurabile bellezza.

L’intervento, finanziato dall’Opera della Metropolitana di Siena, è frutto di una sinergia tra la Fabbriceria, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (OPD), a cui è stata affidata la direzione del restauro, coordinato dagli storici dell’arte Laura Speranza e Riccardo Gennaioli, direttori dei settori Restauro Bronzi e Materiali Lapidei dell’OPD.

opificio pietre dure firenze

Nei laboratori dell’OPD a Firenze hanno operato sulle parti metalliche, con la direzione tecnica di Stefania Agnoletti, i restauratori interni Maria Baruffetti, Annalena Brini, Elisa Pucci del settore Bronzi diretto da Laura Speranza. Sono stati coinvolti anche restauratori esterni (Antonio Mignemi, Stefano Casu, Elena della Schiava e Merj Nesi). Le indagini scientifiche sono state condotte da OPD (Andrea Cagnini, Monica Galeotti, Simone Porcinai) e da un nutrito gruppo di professionisti esterni.

pulitura statua bronzo fotografare statua bronzo

Posizionato al centro della struttura architettonica del Battistero, il Fonte battesimale, capolavoro marmoreo con l’aggiunta di bronzo e rame smaltato realizzata tra il 1417 e il 1431, è uno tra i maggiori capolavori conservati all’interno del Duomo di Siena. Il Fonte è costituito da una vasca esagonale in cui si inseriscono i sei specchi in bronzo dorato raffiguranti la vita del Battista, decorati dalle statue della virtù di cui due, Fede e Speranza, realizzate da Donatello.

Fra gli episodi più rappresentativi vi è il Battesimo di Gesù di Lorenzo Ghiberti del 1427. Il ciclo si conclude con il celebre Banchetto di Erode di Donatello, la scena più toccante per la drammaticità del soggetto e le qualità formali. Una serie di fattori quali, l’importanza del Fonte, la complessità degli interventi conservativi per le opere in bronzo dorato e per gli elementi in marmo, hanno richiesto indagini accuratissime e grandi competenze nella definizione del programma dei restauri.

FOTO D'ARTE Firenze nella persona di Cristian Ceccanti fotografo è orgogliosa di aver potuto contribuire con le proprie immagini alla documentazione del restauro delle formelle in bronzo dorate e alle statute delle virtù. Un incarico importante che ci ha ripagato con i risultati che sono sotto la luce di tutti, grazie soprattutto all'esperienza maturata in questi anni nel settore della fotografia ai beni artistici e alla collaborazione con i più importanti Musei e Istituti per il restauro delle opere d'arte. 

Tutte le notizie dettagliate sull'evento:


 FOTO D'ARTE FIRENZE - Eredi Nannoni di Cristian Ceccanti fotografo

Fotografo professionista specializzato nella documentazione e valorizzazione di opere d’arte. Mi occupo di fotografia ad alta definizione per dipinti, sculture e installazioni artistiche, con particolare attenzione alla resa fedele dei colori, delle texture e dei volumi.

Collaboro con artisti, musei, gallerie, restauratori ed enti culturali per realizzare immagini destinate a cataloghi, archivi digitali, mostre, pubblicazioni e promozione online. Utilizzo attrezzature professionali e tecniche di illuminazione avanzate per garantire risultati precisi, rispettosi dell’opera e delle sue caratteristiche estetiche e materiche.

Offro servizi sia in studio che in loco, con un approccio curato e discreto, pensato per ogni esigenza del settore culturale.

Si tratta della campagna fotografica organizzata per la documentazione in alta risoluzione degli oltre ducento Arazzi delle Gallerie degli Uffizi, eseguita in occasione della loro movimentazione dai depositi di Palazzo Pitti nei Laboratori di restauro di OPERA Laboratori Fiorentini a Campi Bisenzio.

Fondamentale è stata la perfetta pianificazione del lavoro per l'ottimizzazione delle tempistiche: gli Arazzi sono stati portati a gruppi di quindici-venti pezzi presso i Laboratori di Campi Bisenzio per verificarne il loro stato di conservazione e per sottoporli ad approfonditi controlli. Durante la loro permanenza sono state concordate le giornate dedicate alle riprese fotografiche.

A questo scopo ogni Arazzo è stato movimentato dalla squadra tecnica per essere appeso mediante striscia di velcro all'impianto creato appositamente per sollevarlo e dopo essersi stabilizzato nella posizione verticale sono state eseguite le riprese fotografiche nella sua interezza e a livello di particolari.

campagna fotografica arazzi cristian ceccanti fotografo uffizi 01

Relativamente all'apparato di illuminazione sono stati impiegati contemporaneamente ben quattro illuminatori flash a grande potenza dotati di parabole che hanno garantito la migliore resa cromatica e un'omogenea ed uniforme distribuzione di luminosità su queste ampie superfici.

Ogni singolo scatto prodotto con una risoluzione di oltre cento megapixel è stato processato con apposito software unitamente alla creazione e all'assegnazione dello specifico profilo colore. La consegna del materiale digitale nelle mani del Gabinetto Fotografico è avvenuta non prima della fondamentale fase di metadatazione di ogni singola immagine che ha permesso l'inserimento automatico (dunque senza nessun altro tipo di lavorazione da parte del personale interno) delle stesse sul server degli archivi delle Gallerie degli Uffizi. Successivamente all'elaborazione delle immagini da parte della banca dati, esse sono adesso liberamente consultabili collegandosi al link della fototeca on line.

Si è trattato di una campagna fotografica che si è svolta nell'arco di circa due anni (2021-2023), che ha prodotto oltre millecinquecento immagini digitali in alta risoluzione (immagini generali e immagini di dettagli/particolari del recto e del verso delle singole opere) e che ha permesso una ricognizione approfondita su ogni Arazzo che poi è stato ricollocato nei Depositi delle Gallerie degli Uffizi.

Un lavoro, quello fotografico, che si è svolto grazie alla collaborazione e alla più alta professionalità dei restauratori coinvolti in forza presso Opera Laboratori Fiorentini, assistiti e coordinati puntualmente dai funzionari degli Uffizi.


 FOTO D'ARTE FIRENZE - EREDI NANNONI di Cristian CECCANTI fotografo 

Fotografo a Firenze specializzato in opere d'arte, beni culturali, riprese in luce visibile e per la diagnostica multispettrale UV ultravioletta - IR infrarosso

Fotografo arazzi, statue, sculture, disegni, stampe, bronzi, pietre dure, oreficeria, cornici, dipinti, tele, tavole, marmi, gessi, architettura, affreschi, cere, pergamene, reliquiari, avori, ceramiche, capitelli, busti, matrici, bassorilievi

Digitalizzazione archivi fotografici e realizzazione stampe Fine Art per fototeche e musei

La Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz (KHI)  ha recentemente organizzato una campagna fotografica in una delle splendide strutture dell' European University Institute sulle colline fiorentine e più precisamente presso Villa Salviati. 

villa salviati EUI Firenze

Parte del lavoro della Fototeca consiste nell'ampliare l'archivio fotografico attraverso campagne fotografiche proprie. In questa occasione i fotografi Cristian Ceccanti e Stefano Fancelli hanno documentato le opere d'arte dello scultore fiorentino Giovan Francesco Rustici (1475-1554) situate nel cortile e nella Cappella di Villa Salviati.

Attraverso l'impiego di attrezzature all'avanguardia quali dorso digitale Phase ONE 150 megapixel abbinato ad un sistema decentrabile Cambo con ottiche dedicate e l'utilizzo di luci flash Profoto munite di batterie abbinate ai sistemi di Colorchecker X-rite, sono state ottenute le immagini desiderate, risorse importanti e fondamentali per i ricercatori e gli studiosi dell'arte.

©immagini di backstage realizzate dal KHI

Terminato il processo di post-produzione necessario per l'ottimizzazione delle immagini realizzate, le stesse saranno liberamente accessibili nell'archivio digitale del KHI, cioè nella Fototeca Digitale.

Per maggiori informazioni sulle campagne fotografiche del KHI e sulle collezioni digitali siete invitati a visitare il seguente link.

fototeca del khi Firenze

Questo il link per leggere il post della campagna fotografica sul profilo Instagram del KHI.


 

Cristian Ceccanti fotografo per il Kunsthistorisches Institut in Florenz, fotografo di opere d'arte, beni culturali a Firenze e non solo. 

Cristian Ceccanti per la digitalizzazione di archivi fotografici, stampa di fotografie Fine Art per fototeche e musei, specializzato nell'indagine diagnostica su opere d'arte e beni culturali con riprese fotografiche nell'ambito della luce visibile, ultravioletta UV e infrarossa IR. Per conoscere le collaborazioni e i lavori eseguiti consulta la sezione CHI SIAMO sul presente blog FOTODARTEFIRENZE.

 

Sabato, 25 Novembre 2023 06:55

Ferragamo restaura il salone delle Feste

VILLA MEDICEA LORENESE DEL POGGIO IMPERIALE

Lavori di manutenzione straordinaria, protezione, restauro conservativo e valorizzazione del Salone delle Feste e del Vestibolo dell’Educandato Statale della SS. Annunziata.

Ferragamo restaura il Salone delle Feste. Così l'Educandato festeggia i 200 anni

E' tornato a splendere ieri il Salone delle Feste della villa del Poggio Imperiale in occasione del 200° anniversario dalla fondazione dell'Educandato della Santissima Annunziata. Un traguardo importante che ha visto la partecipazione di molti ospiti e di un fitto programma di attività e incontri. 

Terminata l'omelia del Cardinale di Firenze Giuseppe Betori i presenti si sono spostati nel maestoso Salone delle Feste, chiuso dopo il lungo periodo di restauro, inaugurato alla presenza del presidente Giorgio Fiorenza, il sindaco di Firenze Dario Nardella e l'assessora al welfare Sara Funaro.

 Salone delle Feste Villa di Poggio Imperiale Firenze

©fotografia architettura Cristian Ceccanti Firenze

Una sala maestosa con i lampadari in cristallo, i soffitti alti e decorati e i grandi finestroni che illuminano gli ambienti.

©fotografo Cristian Ceccanti Firenze, fotografia per documentazione restauro

Durante il tempo personalità importanti hanno attraversato questi spazi come Mozart che alla fine del '700 vi tenne il suo primo concerto a soli 14 anni e Fulvia Ferragamo che prese ispirazione da molti quadri presenti nella villa per i suoi foulard.

«Una bella giornata inaugurata con questo splendido restauro - continua Dario Nardella - E' il cuore di una scuola che forma tanti giovani, mi congratulo con i restauratori e con la sovrintendenza per questo intervento di recupero». A contribuire ai lavori di restauro è stata proprio la famiglia Ferragamo ed è per questo che la sala prende il nome di Fulvia Ferragamo Visconti, ex poggiolina.

Anche noi di Foto D'Arte Firenze siamo orgogliosi di aver potuto realizzare il servizio fotografico a questi maestosi ambienti sapientemente restaurati, l'occasione ci è gradita per ringraziare tutti i nostri referenti che ci hanno permesso di lavorare sul cantiere appena ultimato subito prima dell'allestimento per la festa di inaugurazione.

Un particolare grazie lo rivolgiamo all'Architetto Gabriele Nannetti, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo nonché Direttore dei lavori di Restauro.


 

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Firenze celebra il genio artistico di Giovan Battista Foggini (1652-1725) con una grande mostra monografica, promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, che si terrà a Palazzo Medici Riccardi dal 10 aprile al 9 settembre 2025.

L’esposizione, curata da Riccardo Spinelli, è organizzata in occasione del terzo centenario della morte dell’artista e intende restituire al pubblico la straordinaria figura di colui che, con la sua opera ‘interdisciplinare’, ha finito per plasmare il linguaggio artistico della Firenze tardo-medicea.

giovan battista foggini mostra a firenze

Un’opportunità unica per mostrare la levatura progettuale, stilistica e tecnica di Giovan Battista Foggini, evidenziandone la molteplicità d’interventi e la sua “cifra” che fece scuola a Firenze: qui il suo stile aulico e magniloquente venne infatti ben presto affermandosi, apprezzato dai Medici, dai contemporanei e imitato dagli artefici più giovani che trovarono in lui un maestro geniale, dall’inventiva fantasiosa, pressoché inesauribile.

Attraverso una selezione di sculture, disegni e manufatti, la mostra ripercorre la carriera di Foggini, formatosi a Roma presso l’Accademia Medicea fondata da Cosimo III de’ Medici e divenuto, una volta rientrato a Firenze, scultore granducale, architetto di corte e direttore delle Manifatture di Galleria destinate dal principe alla produzione di meravigliosi oggetti a intarsio di pietre dure e in metalli preziosi. Il suo stile, caratterizzato da un linguaggio tardo-barocco influenzato dall’arte romana, ma originale, ha definito l’immagine della Firenze di fine Seicento, facendo da ‘viatico’ alle generazioni successive.

Ecco alcuni link con ulteriori informazioni relative all'evento:

- Giovan Battista Foggini, architetto e scultore granducale

- Finestre sull'Arte, mostra di Giovan Battista Foggini

- Firenze celebra Foggini, architetto e scultore dei Granduchi

Siamo fieri di aver contribuito con le nostre immagini alla realizzazione di questa importante mostra, attraverso la nostra collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Durante la nostra pluriennale collaborazione come fotografi per il progetto EUPLOOS avevamo già avuto modo di conoscere molte opere di Giovan Battista Foggini ed in particolare i suoi splendidi disegni presenti presso il Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi potendo apprezzare da vicino la portata di questo poliedrico artista.


Eredi Nannoni di Cristian Ceccanti fotografo, servizi fotografici per l'arte a Firenze. Fotografo per sculture, dipinti, stampe e disegni, bronzi, oreficeria, pietre dure, ceramiche, architettura.

Fotografia per Beni Culturali e Opere d'Arte
Mi occupo di fotografia professionale specializzata nella documentazione e valorizzazione di opere d’arte e beni culturali. Collaboro con musei, fondazioni, gallerie, restauratori e collezionisti per offrire servizi fotografici di altissimo livello, pensati per rispondere agli standard tecnici e scientifici delle istituzioni culturali.

La mia esperienza copre dipinti, sculture, manufatti storici e installazioni, con un approccio rispettoso e altamente qualificato. Utilizzo attrezzature fotografiche avanzate e tecniche di illuminazione dedicate, per garantire immagini fedeli, dettagliate e adatte sia alla conservazione digitale che alla pubblicazione editoriale o allestimento espositivo.

Ogni progetto è curato nei minimi dettagli, dalla calibrazione del colore alla post-produzione, sempre con l'obiettivo di restituire la materia, la luce e il carattere unico di ogni opera.

Competenze chiave:

Fotografia ad alta risoluzione per dipinti, sculture e oggetti d’arte

Illuminazione controllata e trattamento delle superfici sensibili

Standard museali per la documentazione e l’archiviazione digitale

Collaborazioni con restauratori, curatori e istituzioni culturali

Conoscenza delle normative su copyright e diritti di riproduzione

Lavoro sia in studio che in loco, all’interno di musei, archivi o collezioni private, offrendo un servizio preciso, discreto e puntuale.

Venerdì 6 dicembre 2024

in collaborazione con la Fondazione CR Firenze

1944-2024. LA COLOMBARIA DALLA DISTRUZIONE ALLA RINASCITA

la Colombaria

Seminario di studio
Ore 11
Saluti di Guido Chelazzi Presidente Accademia “La Colombaria”
Saluti istituzionali
Relazione di Marcello Verga, LA COLOMBARIA 1735-1944

Ore 14.30
Introduce e presiede Beatrice Paolozzi Strozzi
Intervengono
Sandro Rogari
Stefano Bruni
Piera Giovanna Tordella

Seguirà l’inaugurazione della mostra che resterà aperta fino al 9 marzo 2025

Siamo onorati di poter aver contribuito alla realizzazione del catalogo della mostra a cura di Antonio Natali e Beatrice Paolozzi Strozzi, catalogo edito da Olschki Editore

colombaria

Sinossi
Nell’80° anniversario dalla distruzione della sua antica sede – posta in prossimità del Ponte Vecchio e rasa al suolo dalle mine tedesche nella notte fra il 3 e il 4 agosto 1944 – l’Accademia Colombaria ospita nella sua sede attuale una mostra che illustra i quasi tre secoli della sua storia e presenta per la prima volta al pubblico una parte significativa degli oggetti d’arte delle sue collezioni (un tempo ricchissime), che furono recuperati dalle macerie.
Presentazione di Bernabò Bocca, Presidente FCRF ~ Introduzione, L’Accademia Colombaria dal 1944 ad oggi di Guido Chelazzi, Presidente dell’Accademia “La Colombaria” ~ Marcello Verga, La Colombaria 1735-1944. ~ Sandro Rogari, Il fascismo, la guerra, la catastrofe. ~ Piera Giovanna Tordella, Dopo il 4 agosto 1944. Le collezioni dell’Accademia Colombaria, il ruolo dei Monuments Men. ~ Stefano Bruni, Il medagliere, quasi perduto, della Colombaria e dintorni. ~ Piera Giovanna Tordella, L’Accademia Colombaria e le sue raccolte d’arte. Disegni e stampe: esercizio collezionistico, misura conoscitiva, proiezioni critiche. ~ Tavole a colori. ~ Catalogo.

Indice
Presentazione. di Bernabò Bocca, Presidente FCRF
Introduzione, L’Accademia Colombaria dal 1944 ad oggi. di Guido Chelazzi, Presidente dell’Accademia “La Colombaria”
Marcello Verga, La Colombaria 1735-1944.
Sandro Rogari, Il fascismo, la guerra, la catastrofe.
Piera Giovanna Tordella, Dopo il 4 agosto 1944. Le collezioni dell’Accademia Colombaria, il ruolo dei Monuments Men.
Stefano Bruni, Il medagliere, quasi perduto, della Colombaria e dintorni.
Piera Giovanna Tordella, L’Accademia Colombaria e le sue raccolte d’arte. Disegni e stampe: esercizio collezionistico, misura conoscitiva, proiezioni critiche.
Tavole a colori.
Catalogo.

La nostra campagna fotografica si è concentrata sul nutrito corpus di monete dell'Accademia, sugli oggetti in bronzo (piccole statuine) e su altre opere d'arte custodite presso la Colombaria.

 

L'occasione ci è gradita per ringraziare tutti coloro che con la loro disponibilità hanno permesso la realizzazione del servizio fotografico rispettando le strette tempistiche a disposizione. Un caloroso saluto al Presidente prof.re Guido Chelazzi ed alle collaboratrici Claudia, Paola e Vaima.


 Cristian Ceccanti, fondatore di Foto D'Arte Firenze, si rivolge a tutti coloro che necessitano di servizi fotografici nell'ambito dell'arte (editori, musei, fototeche, accademie, biblioteche, università, storici dell'arte, collezionisti, antiquari, artisti e restauratori), realizzando non solo campagne fotografiche ma occupandosi anche dei servizi per la digitalizzazione e conservazione degli archivi storici.

 

L’aver contribuito con le nostre immagini alla realizzazione di questa importante pubblicazione dell’Opificio delle Pietre Dure ci riempie d’orgoglio!

Dal 2023 infatti collaboriamo con uno dei più importanti centri di restauro delle opere d'arte al mondo per la documentazione fotografica nell'ambito del visibile e dell'indagine diagnostica (riprese UV e IR) a stretto contatto con i restauratori durante le varie fasi del loro prezioso e certosino lavoro (prima, durante e dopo il restauro).

Nella rivista n.35/2023 vengono affrontate in maniera analitica e con un ricco apparato fotografico tutte le lavorazioni che l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha portato a termine nell'anno di riferimento.

E' uscito il nuovo numero di restauro dell'OPD edizioni CENTRO DI

SOMMARIO

Editoriale

Radici e avvenire
Emanuela Daffra

Contributi

La Battaglia di Roncisvalle del Museo Nazionale del Bargello: tecniche di intervento per un recupero ‘straordinario’
Costanza Albi, Rita Banci, Marta Cimò, Claudia Cirrincione, Federica Favaloro, Riccardo Gennaioli, Martina Panuccio, Alice Papi, Patrizia Vaggelli

La lunetta di Giovanni della Robbia per San Iacopo a Ripoli in Firenze. Osservazioni sulla tecnica esecutiva e sul restauro
Laura Speranza, Shirin Afra, Chiara Fornari, Chiara Gabbriellini, Filippo Tattini

L’autoritratto di Rubens delle Gallerie degli Uffizi: riflessioni sulla genesi del dipinto
Ciro Castelli, Luisa Gusmeroli, Luciano Ricciardi, Patrizia Riitano, Andrea Santacesaria

Note di restauro

Manufatti in piombo e lega stagno-piombo: trattamenti laser e conservazione preventiva
Annalena Brini, Antonio Mignemi, Elisa Pucci

Il trattamento della lacuna nei manufatti vitrei: alcuni esempi su opere del Novecento
Shirin Afra, Chiara Fornari

Il Polittico di Santa Reparata di Bernardo Daddi: scoperte e ipotesi
Ciro Castelli, Luisa Gusmeroli, Luciano Ricciardi, Patrizia Riitano, Andrea Santacesaria

Studio e applicazione di emulsioni per la pulitura della Maddalena penitente di Santa Trinita
Carlandrea Tortorelli, Andrea Cagnini, Claudia Napoli, Edoardo Tartaglia

La Pala in terracotta invetriata di Andrea della Robbia nella Rocca di Gradara
Shirin Afra, Chiara Fornari, Chiara Gabbriellini, Sara Bessi, Martina Paladini, Camilla Puccetti

Una Sacra Famiglia attribuita a Domenico Beceri: nuove formulazioni di stucchi elastici e compatibili con residui cerosi
Margherita Morello, Caterina Toso, Chiara Modesti, Monica Galeotti

L’intervento sul supporto del Trittico di Nocria, monitoraggio con tecniche ottiche
Petra Farioli, Andrea Santacesaria, Emanuela Grifoni, Emma Vannini, Irene Lunghi, Marina Ginanni, Raffaella Fontana

Un dibattito aperto tra tecnica e conservazione per la camicia talismanica ottomana del Muciv
Daniele Ciofini, Oana Adriana Cuzman, Riccardo Gennaioli, Giancarlo Lanterna, Tae Alice Nagasawa, Iacopo Osticioli, Guia Rossignoli, Salvatore Siano, Isetta Tosini

Sperimentare un approccio innovativo per la protezione dei manufatti in scagliola: il piano con lo stemma e gli emblemi dei Gondi da Villa La Quiete, Firenze
Francesca Toso, Andrea Cagnini, Monica Galeotti, Donatella Pegazzano, Simone Porcinai

Studio e applicazione di adesivi naturali per il restauro di due dipinti su tela di Antonio Cioci
Arianna Acciai, Dominique Petrocchi, Simone Porcinai, Chiara Sforzi, Caterina Toso

Il restauro delle matrici calcografiche: dalle carte geografiche in rame alle incisioni su zinco. Didattica e nuove collaborazioni all’interno dei laboratori OPD
Lucia Ghedin, Stefania Agnoletti, Maria Baruffetti, Annalena Brini, Elisa Pucci, Laura Speranza

Un metodo innovativo per la rimozione di macchie di adesivo da opere su carta vincolate a supporti secondari: i casi studio della collezione di incisioni del Museo Stibbert di Firenze
Martina Becattini, Cristina Merelli, Letizia Montalbano

Figura (1954) di Leonardo Savioli: il restauro strutturale di un dipinto a olio su compensato
Giulia Ciabattini, Sara Bassi, Renata Pintus

Oltre la superficie. Il restauro di Guerriero con scudo di Henry Moore: problematiche interne ed esterne di un grande bronzo del Novecento
Stefania Agnoletti, Maria Baruffetti, Merj Nesi, Renata Pintus

Lo Studio preparatorio per il Crocifisso della Chiesa della Vergine di Pistoia di Jorio Vivarelli. Il restauro di un particolare grande formato su carta
Enrico Biason, Simona Calza, Letizia Montalbano

Senza titolo 1993, un feltro di Robert Morris tra forma e antiforma. L’intervento di restauro e la sperimentazione dell’uso del laser nella pulitura dei materiali tessili in lana
Renata Pintus, Giacinto Cambini, Daniele Ciofini

Schede di restauro

Il Crocifisso di don Romualdo da Candeli e Neri di Bicci della chiesa dell’Immacolata e San Martino a Montughi. Tecnica e restauro
Rita Chiara de Felice

Il recupero del piccolo Crocifisso di Villa La Quiete alle Montalve
Sara Bassi, Maria Cristina Gigli

Il restauro del Tappeto Ushak a medaglioni schiacciati della Casa Museo Lodovico Pogliaghi
Sara Bonadio, Marta Cimò, Claudia Cirrincione, Jasmine Sartor

Il restauro dell’arazzo Invenzione delle arti liberali e meccaniche del Museo del Tesoro del Duomo di Modena
Rita Banci, Marta Cimò, Claudia Cirrincione, Patrizia Labianca

Il Perseo trionfante dall’Accademia di Belle Arti di Firenze. Un modello in gesso di Antonio Canova
Shirin Afra, Daniele Angellotto

Tecniche artistiche

La Tavola di san Domenico: lo studio di una reliquia per contatto
Lucia Maria Bresci

Il San Girolamo di Verrocchio della Galleria Palatina: modello o dipinto?
Roberto Bellucci, Cecilia Frosinini

Nuovi studi sulla tecnica pittorica di Luca Giordano nella Galleria di Palazzo Medici Riccardi
Maria Rosa Lanfranchi, Sara Penoni, Renata Pintus, Valentina Zucchi, Simone Porcinai, Andrea Cagnini, Monica Galeotti, Federica Innocenti

Archivio storico

Progetto di inventariazione del Fondo dei Restauri e Fotografico e PNRR – Stream 5 – Digitalizzazione Archivi di Restauro
Stefania Giordano

Un patrimonio da tramandare. Note dall’Archivio storico
Ilaria Pennati

Attività dell’Opificio 2023

Attività di conservazione dal 1 gennaio al 31 dicembre 2023
Ornella Savarino

Notiziario

Le attività della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’OPD nell’anno accademico 2022-2023
Letizia Montalbano

L’intervento dell’Opificio delle Pietre Dure a Grotta Pavese (Genova, Sampierdarena)
Anna Patera

La caduta dei giganti: un ricordo di Antonio Paolucci (e di Giuliano Gori)
† Marco Ciatti

Condividiamo con piacere questa splendida pubblicazione che celebra la storia dei “primi” 200 anni dell’Accademia degli Euteleti.

Siamo felici di aver contribuito con le nostre immagini alla realizzazione del libro, ringraziamo tutti coloro che con la loro disponibilità e professionalità hanno permesso di raggiungere questo traguardo!


GLI EUTELETI


L'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato fu fondata nel 1822, per iniziativa di alcuni eruditi sanminiatesi. L'idea era quella di ricostituire un sodalizio scientifico-letterario, proseguendo idealmente l'esperienza delle più antiche accademie sanminiatesi. I soci fondatori furono Torello Pierazzi, Damiano Morali, Enrico Bonfanti, Maurizio Alli Maccarani, Giovacchino Taddei, Averardo Genovesi, Pietro Bagnoli. Quest'ultimo, già istitutore del Granduca di Toscana Leopoldo II, poeta ed esperto grecista, fu eletto presidente perpetuo o onorario.

I membri del sodalizio, su suggerimento di Pietro Bagnoli, scelsero l'appellativo di “Euteleti”, col significato di volontari ovvero uomini che agiscono con propria volontà, indipendentemente da obblighi o costrizioni esterne. Bagnoli individuò anche lo stemma, costituito da un cavallo non spronato, affiancato dalle parole ΑΚΕΝΤΗΤΟΣ ΦΕΡΕΝΙΚΟΣ, ovvero “senza finimenti”, “privo di briglie e sproni”. L'equino capace di muoversi in autonomia e in libertà, infatti, vuole alludere all'agire dei volontari senza impulso estraneo.

Dalla nascita in ambito erudito-letterario, ben presto l'Accademia acquistò un carattere generalista: agli interessi nelle Lettere si aggiunsero quelli nelle Scienze e nelle Arti. L'Accademia, oltre agli ordinari, fu arricchita da innumerevoli soci corrispondenti da tutta Italia. Furono Euteleti Alessandro Manzoni e Giosuè Carducci, il chimico Gioacchino Taddei e il filosofo Augusto Conti.

CONTATTI

Accademia degli Euteleti
piazza XX Settembre, 21
56028 - San Miniato (PI)
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Apertura solo su appuntamento

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